
La frutta secca: noci, pistacchi, nocciole, mandorle ecc. assunta in piccole quantità di circa 60-70 grammi al giorno aiuta a prevenire infarto e ictus svolgendo nel contempo azione positiva sulla quantità e qualità dei grassi nel sangue.
In altre parole può ridurre il colesterolo migliorando favorevolmente anche il rapporto tra quello buono (LDL) e quello cattivo (HDL).
La conferma viene da una ricerca pubblicata sulla rivista Archives of Internal Medicine condotta da alcuni studiosi spagnoli. L’indagine è stata realizzata mettendo insieme i risultati di tanti studi precedenti (almeno 20) basata su 580 pazienti tra uomini e donne e ha concluso che la frutta secca, assunta regolarmente in piccole quantità, riduce effettivamente il colesterolo di almeno 11 millilitri per decilitro di sange.
Va detto però che noci, nocciole, pistacchi e mandorle sono alimenti ipercalorici per la loro ricchezza in grassi, ma sono grassi buoni. Sono utili perciò soprattutto a chi segue una dieta sbilanciata verso i grassi saturi di origine animale come carne, formaggi e uova.
L’effetto benefico è dato proprio dalla sostituzione dei grassi saturi di origne animale con quelli insaturi presenti nella frutta secca. Quindi adatti anche a chi vuole perdere peso ma attenzione a non assumerli entrambi; l’effetto sarebbe disastroso per la dieta dimagrante.
Tra i grassi presenti nella frutta secca il principale è l’acido alfa-linolenico, precursore
degli acidi grassi polinsaturi conosciuti con il nome di omega 3. Il nostro organismio non è in grado di sintetizzarli, quindi devono essere introdotti con l’alimentazione.
Il pesce è una delle fonti naturali più ricche, in particolare il salmone, in alternativa bastano 4-5 noci al giorno per assumere una quantità di acidi grassi omega 3 pari a quella che si otterrebbe con il consumo di una porzione di pesce.
Questi grassi svolgono anche altre importanti funzioni: sono in grado di migliorare la funzione della parete delle arterie, di combattere i radicali liberi delle cellule, di ridurre il rischio di sviluppare il diabete nelle persone tendenti all’iperglicemia, esplicano una funzione di riserva energetica, svolgono attività antinfiammatoria e antiaterogena (arteriosclerosi, infarto cardiaco) ed esercitano un controllo sull’aggregazione delle piastrine.
In alternativa, oggi esistono sul mercato degli ottimi integratori di omega 3.
Un affettuoso saluto.
Adalberto garippa.






