Cura corpo e bellezza
Ci si difende prima di tutto con le sane abitudini
Esercizi fisici per venti minuti riduce del 40 per cento la recidiva
TUMORE AL SENO
Ci si difende prima di tutto con le sane abitudini
Esercizi fisici per venti minuti riduce del 40 per cento la recidiva
Consigliati venti minuti di ginnastica al giornoSono troppe le connazionali che stanno «disimparando» dagli uomini: trascurano prevenzione e salute. «Troppe, poi, guarite dal cancro, tornano alla vita sregolata di prima: — dice Marco Venturini, presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica — fumano, mangiano male, sono sedentarie». Invece una ricerca ha provato che chi fa esercizi per circa 20 minuti al giorno ha il 40% in meno di possibilità di cadere in recidiva. «Le regole per avere un seno sano servono a prevenire anche altre malattie oltre il tumore — dice Marco Rosselli del Turco, già presidente della Società Europea di Senologia. Funzionano, infatti, contro molte forme di cancro, la sindrome metabolica, le malattie cardiovascolari. «Sono valide dalla pubertà in poi: — prosegue l’esperto — non fumare; evitare sovrappeso; almeno mezz’ora di esercizio fisico al giorno, un’alimentazione corretta. Ovvero: limitare alimenti calorici, bevande zuccherate e alcolici, carni rosse e conservate, abbondare con frutta e verdura. Infine, allattare al seno se possibile».
Poi, c’è la potente arma della diagnosi precoce. «È bene prestare attenzione ai campanelli d’allarme: noduli, gonfiori e anomalie nel capezzolo, come irritazioni o secrezioni inusuali» aggiunge Franco Di Filippo, direttore della Chirurgia della Mammella al Regina Elena di Roma. E le cure? «Sono molte: — continua Di Filippo — chirurgia sempre più conservativa, radio, chemio, ormonoterapia. E le target therapies, (terapie mirate) che danno benefici solo in determinati casi. Non sempre il farmaco innovativo è più efficace di quello tradizionale. Si sceglie, in équipe multidisciplinare, per la singola paziente: dimensioni del tumore, stadio di malattia, età, condizioni generali».
Vera Martinella
fonte :
Corriere della Sera Salute. 4.12.2011






